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Evento

Il trapianto d’organo solido e quello di cellule staminali emopoietiche rappresentano uno dei più rilevanti progressi della medicina degli ultimi 60 anni. Questo settore è evoluto dalla fase pionieristica a quella attuale che può a pieno titolo farle considerare opzioni terapeutiche routinarie, salvavita, affidabili e costo-efficaci, quando comparate con trattamenti alternativi di malattie oncoematologiche  e di malattie d’organo terminali sia acute che croniche. Per la prevenzione del rigetto nel trapianto d’organo solido e della malattia del trapianto verso l’ospite nel trapianto di cellule staminali (GVHD) nuovi e potenti farmaci immunosoppressori sono oggi disponibili e altri sono in fase avanzata di sperimentazione. In aggiunta la disponibilità di potenti farmaci “biologici” in grado di interagire con recettori cellulari che guidano la risposta immunitaria coinvolta nella patogenesi di numerose patologie autoimmuni ampliano ulteriormente il numero di soggetti che presentano significative alterazioni della risposta immunitaria. 

Va anche preso in considerazione che l’infezione da HIV, oggi cronicizzata grazie alla disponibilità di potenti farmaci antiretrovirali, si caratterizza per percentuali di sopravvivenza simili a quelle di soggetti coetanei senza infezione da HIV. In virtù di tali progressi l’attività di trapianto di organo solido e di cellule staminali in soggetti con infezione da HIV con malattie d’organo terminali o affetti da malattie oncoematologiche è oggi una realtà consolidata e la disponibilità di nuovi farmaci antiretrovirali con ridotta tossicità e minime interferenze farmacologiche tra terapie antiretrovirali e i farmaci immunosoppressori apre nuove prospettive in questo campo. Dopo le esperienze pionieristiche del Sud Africa anche nel mondo occidentale il trapianto di organi da donatori con infezione da HIV in riceventi con infezione da HIV è in crescita ed è oggi una realtà anche nel nostro paese.

In italia si effettuano, ormai da anni, oltre 3000 trapianti d’organo solido, 3000 trapianti autologhi e quasi 2000 trapianti allogenici di cellule staminali. La popolazione di soggetti trapiantati di organo solido nel nostro paese consta quindi oggi di circa 40.000 soggetti mentre quella di soggetti sottoposti a trapianto di cellule staminali ammonta a circa 100.000. La gran parte dei pazienti viene riabilitata ad una normale vita produttiva ed è quindi del tutto evidente che un numero crescente di pazienti trapiantati afferisce alle strutture assistenziali situate in prossimità delle proprie residenze.

Nonostante i notevoli progressi, le complicanze infettive, ed in particolare quelle ad eziologia virale continuano a rappresentare un’importante causa di morbosità nel post-trapianto e costituiscono una frequente causa di ospedalizzazione dopo il trapianto sia a breve che a lungo termine. I pazienti sottoposti a trapianto di cellule staminali presentano un rischio infettivo a volte anche maggiore rispetto ai pazienti sottoposti a trapianto di organo solido, soprattutto per quanto riguarda alcune infezioni virali ed in particolar modo dalle infezioni da CMV ed il ruolo delle infezioni da virus epatitici.

Poiché la gestione delle complicanze infettive post-trapianto è materia complessa e in continua evoluzione, sia il clinico trapiantatore esperto che il clinico (infettivologo, epatologo, nefrologo, cardiologo, ematologo, internista, microbiologo, etc.) che opera in centri dove non si effettua attività di trapianto, necessita di un continuo aggiornamento per poter garantire un adeguato livello di assistenza al paziente trapiantato che a loro si rivolge.

La recente immissione in commercio di nuovi farmaci antivirali con attività nei confronti dei virus epatitici B e C, di Citomegalovirus e HIV rende quanto mai opportuna una puntualizzazione delle migliori strategie di profilassi e terapia al fine di preservare l’efficacia di queste nuove molecole.

Per discutere dei più recenti progressi nel campo delle infezioni virali nei pazienti immunocompromessi si tiene quest’anno a Varese la terza edizione del congresso internazionale su infezioni virali nel paziente immunocompromesso. Nella presente edizione, in aggiunta a quanto concerne le infezioni nel trapianto d’organo solido, verranno affrontate le caratteristiche delle infezioni che presentano i pazienti sottoposti a trapianto di cellule staminali emopoietiche e i pazienti sottoposti a trattamenti immunosoppressivi per malattie “reumatologiche”. 

Come nelle precedenti edizioni parteciperanno i massimi esperti nazionali ed internazionali inclusi rappresentanti del Centro Nazionale Trapianti e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Il formato adottato anche nelle precedenti edizioni con presentazioni e discussione interattiva con discussants faciliterà l’interazione e l’apprendimento.

Il congresso di Varese, organizzato dal Prof. Paolo Grossi, Professore di Malattie Infettive all’Università dell’Insubria e referente nazionale per le infezioni nei donatori e nei riceventi di trapianto d’organo, è l’unico che a livello internazionale affronta in modo così estensivo la problematica specifica e rappresenta a livello internazionale il più importante momento di scambio e di crescita culturale del settore. La partecipazione di esperti del mondo trapiantologico e di quello ematologico potrà consentire uno scambio di esperienze che risulterà certamente prezioso per i partecipanti. E’ prevista la partecipazione di una faculty proveniente oltre che dall’Italia, dagli Stati Uniti, Spagna, Francia, Svizzera e diversi altri paesi europei. Le precedenti edizioni hanno riscosso un notevole successo con rilevanti apprezzamenti sia da parte dei relatori che dei partecipanti.

 

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